Guida pratica

Come si calcola il TFR: accantonamento, rivalutazione e tassazione

4 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è un elemento retributivo differito spettante al lavoratore subordinato alla cessazione del rapporto. Il suo calcolo richiede la determinazione della quota capitale annua, la successiva rivalutazione del fondo preesistente e l'applicazione del regime fiscale della tassazione separata.

In sintesi

Il TFR si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5. Al 31 dicembre di ogni anno, il fondo accantonato negli anni precedenti viene rivalutato applicando un tasso composto dall'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Sulla rivalutazione si applica un'imposta sostitutiva del 17%, mentre il capitale finale è soggetto a tassazione separata basata sull'aliquota media IRPEF del lavoratore.

I passaggi

  1. 1.

    1. Individuazione della base di calcolo

    Il primo passaggio consiste nell'individuare la retribuzione utile per il calcolo del TFR. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi (CCNL), l'art. 2120 c.c. stabilisce che la base di calcolo comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, escludendo i rimborsi spese. Occorre verificare attentamente il CCNL applicato, poiché spesso deroga al principio di onnicomprensività escludendo specifiche voci retributive, come lo straordinario forfetizzato o determinati premi di risultato. In caso di frazione di anno, si computano come mese intero le frazioni uguali o superiori a 15 giorni.

  2. 2.

    2. Calcolo della quota annua di accantonamento

    Una volta determinata la retribuzione annua utile, questa deve essere divisa per il divisore fisso di 13,5. Il risultato rappresenta la quota capitale maturata dal lavoratore per l'anno di riferimento. Ad esempio, se la retribuzione utile annua ammonta a 27.000 euro, la quota TFR dell'anno sarà pari a 2.000 euro (27.000 diviso 13,5). Da questo importo lordo il datore di lavoro deve dedurre un contributo pari allo 0,50% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, destinato al Fondo Adeguamento Pensioni dell'INPS. La quota netta così ottenuta viene accantonata nel fondo TFR del dipendente.

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    3. Determinazione del coefficiente di rivalutazione

    Il fondo TFR accantonato fino al 31 dicembre dell'anno precedente deve essere rivalutato annualmente. Il tasso di rivalutazione è composto da una quota fissa dell'1,5% e da una quota variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente. I professionisti non devono calcolare l'indice autonomamente: i coefficienti mensili aggiornati sono pubblicati ufficialmente sul portale dell'ISTAT. Se il rapporto cessa in corso d'anno, si utilizza l'indice ISTAT del mese in cui avviene la cessazione.

  4. 4.

    4. Applicazione della rivalutazione e imposta sostitutiva

    Ipotizziamo un fondo TFR preesistente di 10.000 euro e un coefficiente di rivalutazione ISTAT annuo comunicato pari al 3,5%. La rivalutazione lorda sarà di 350 euro. Su questo importo, e solo sulla rivalutazione, si applica un'imposta sostitutiva del 17%. L'imposta da versare all'Erario sarà quindi di 59,50 euro (il 17% di 350). La rivalutazione netta da sommare al fondo TFR sarà pari a 290,50 euro (350 meno 59,50). Il nuovo fondo TFR sarà dato dalla somma del fondo precedente, della rivalutazione netta e della nuova quota annua accantonata.

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    5. Tassazione separata sul capitale finale

    Al momento dell'erogazione finale, il capitale accumulato, escluse le rivalutazioni già tassate, è soggetto a tassazione separata. Il calcolo richiede di determinare il reddito di riferimento: si moltiplica il TFR maturato per 12 e si divide per il numero di anni e frazioni di anno di servizio. Su questo reddito di riferimento si calcola l'imposta applicando gli scaglioni IRPEF vigenti, ottenendo così l'aliquota media. Questa aliquota media viene poi applicata all'importo del TFR da erogare per ottenere l'imposta netta dovuta. L'Agenzia delle Entrate provvederà successivamente a riliquidare l'imposta.

Base giuridica: Art. 2120 c.c. (Disciplina del trattamento di fine rapporto)Art. 19, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR - Tassazione separata del TFR)Art. 11, D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 (Imposta sostitutiva sulle rivalutazioni)L. 29 maggio 1982, n. 297 (Riforma della disciplina del TFR)

Errori da evitare

  • Includere nella base di calcolo i rimborsi spese o voci retributive occasionali escluse dal CCNL.
  • Dimenticare di detrarre la quota dello 0,50% destinata al Fondo Adeguamento Pensioni INPS dalla quota annua lorda.
  • Applicare il coefficiente di rivalutazione ISTAT anche alla quota di TFR maturata nell'anno in corso, anziché solo al fondo dell'anno precedente.
  • Assoggettare a tassazione separata anche le rivalutazioni annue, che invece scontano l'imposta sostitutiva del 17%.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR per i periodi di cassa integrazione?

Durante i periodi di cassa integrazione guadagni (CIG), il TFR matura regolarmente. La base di calcolo è costituita dall'equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Cosa succede al calcolo se il lavoratore richiede un anticipo sul TFR?

L'anticipo erogato viene sottratto dal fondo TFR maturato. Negli anni successivi, la rivalutazione ISTAT si calcolerà esclusivamente sul fondo residuo al netto dell'anticipazione già corrisposta.

Il lavoratore può destinare il TFR a un fondo pensione complementare?

Sì, il lavoratore può scegliere di destinare le quote future di TFR a un fondo di previdenza complementare. In tal caso, il datore di lavoro versa periodicamente le quote al fondo e non si applica più la rivalutazione ex art. 2120 c.c. per le quote trasferite.

Avv. Federico Papa
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