Guida pratica

Come redigere l'istanza di ammissione di nuove prove ex art. 507 c.p.p. con l'AI

3 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

L'istanza ex art. 507 c.p.p. è lo strumento con cui le parti sollecitano i poteri istruttori sussidiari del giudice al termine dell'istruttoria dibattimentale. Questa guida illustra come formulare la richiesta garantendo il rispetto del rigoroso parametro dell'assoluta necessità.

In sintesi

L'ammissione di nuove prove ex art. 507 c.p.p. interviene dopo la chiusura dell'istruzione dibattimentale qualora l'assunzione di ulteriori elementi risulti assolutamente necessaria per l'accertamento dei fatti. L'istituto permette di superare eventuali decadenze maturate per la mancata presentazione delle liste testimoniali, purché la prova sia decisiva e non meramente esplorativa. La redazione richiede una motivazione analitica che colleghi il nuovo elemento alle risultanze già emerse, dimostrando l'indispensabilità dell'integrazione probatoria per la decisione finale.

I passaggi

  1. 1.

    Verifica del presupposto temporale

    Il potere previsto dall'art. 507 c.p.p. può essere esercitato solo dopo che è terminata l'acquisizione delle prove ammesse all'inizio del dibattimento. L'avvocato deve attendere la dichiarazione di chiusura dell'istruttoria dibattimentale per formulare l'istanza. Sebbene la norma parli di iniziativa d'ufficio, è prassi consolidata che le parti possano sollecitare tale potere. In edit.legal, puoi caricare il verbale d'udienza per individuare l'esatto momento processuale in cui inserire l'istanza, assicurandoti che non vi siano altre prove pendenti che renderebbero prematura la richiesta.

  2. 2.

    Argomentare l'assoluta necessità

    Il fulcro dell'atto è la dimostrazione dell'assoluta necessità della prova. Non è sufficiente che il mezzo di prova sia utile o pertinente: deve essere indispensabile per risolvere un dubbio del giudice o per completare un quadro probatorio altrimenti lacunoso. Bisogna evidenziare perché la prova non sia stata richiesta precedentemente o perché la sua rilevanza sia emersa solo a seguito delle altre testimonianze. L'istanza deve evitare finalità meramente dilatorie, concentrandosi sulla capacità della nuova prova di spostare l'esito del giudizio verso l'accertamento della verità.

  3. 3.

    Specificazione dei mezzi di prova

    L'istanza deve indicare con precisione i mezzi di prova richiesti. Se si tratta di un testimone, occorre indicare le generalità e i capitoli di prova, ovvero le circostanze su cui dovrà riferire. Se si tratta di documenti, questi vanno allegati o ne va indicata la reperibilità. È fondamentale che l'oggetto della prova sia specifico e non generico. edit.legal aiuta a strutturare i capitoli di prova in modo logico, partendo dai fatti contestati nell'imputazione e incrociandoli con le nuove circostanze emerse durante l'istruttoria dibattimentale.

  4. 4.

    Collegamento con le risultanze processuali

    Un'istanza efficace deve spiegare come la nuova prova si inserisce nel materiale probatorio già acquisito. Se un testimone ha fornito una versione dei fatti inaspettata, la richiesta ex art. 507 c.p.p. serve a confermare o smentire tale versione attraverso un nuovo mezzo di prova. Bisogna richiamare i verbali delle udienze precedenti e i passaggi chiave delle testimonianze già rese. Questo approccio dimostra al giudice che la richiesta non è un tentativo di riaprire i termini per negligenza, ma una risposta necessaria a sviluppi processuali imprevedibili o decisivi.

  5. 5.

    Richiesta del diritto alla prova contraria

    Nel redigere l'atto, è opportuno ricordare che l'ammissione di una prova ex art. 507 c.p.p. comporta sempre il diritto delle controparti alla prova contraria. L'istanza deve essere formulata in modo da non ledere il contraddittorio. Se il giudice ammette la prova d'ufficio o su istanza di parte, deve comunque garantire alle altre parti la possibilità di indicare propri mezzi di prova a confutazione del nuovo elemento. Inserire una clausola di salvaguardia sul diritto alla controprova aiuta a prevenire eccezioni di nullità relative alla violazione del principio del giusto processo.

Base giuridica: Art. 507 c.p.p.Art. 190 c.p.p.Art. 495 c.p.p.Art. 111 Costituzione

Errori da evitare

  • Presentare l'istanza prima che tutte le prove precedentemente ammesse siano state assunte.
  • Richiedere prove con finalità esplorative senza indicare i fatti specifici da provare.
  • Omettere la spiegazione del perché la prova non sia stata richiesta nei termini ordinari delle liste testimoniali.
  • Non indicare i recapiti o le generalità complete dei nuovi testimoni richiesti.

Domande frequenti

L'art. 507 c.p.p. può essere usato se non è stata depositata la lista testimoniale?

Sì, la giurisprudenza consolidata ammette il ricorso all'art. 507 c.p.p. anche quando le parti sono decadute dal diritto di chiedere l'ammissione delle prove per mancato deposito della lista testimoniale ex art. 468 c.p.p., purché sussista l'assoluta necessità.

È possibile impugnare l'ordinanza che rigetta l'istanza ex art. 507 c.p.p.?

L'ordinanza dibattimentale che rigetta l'istanza non è autonomamente impugnabile, ma può essere censurata con l'impugnazione della sentenza definitiva, deducendo la mancata assunzione di una prova decisiva.

Qual è il limite del potere del giudice ex art. 507 c.p.p.?

Il limite principale è l'assoluta necessità per l'accertamento del fatto. Il giudice non può sostituirsi integralmente alle parti nel delineare la strategia difensiva o accusatoria, ma deve intervenire per colmare lacune che impediscono una decisione giusta.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Cosa automatizza edit.legal

  • —Analisi dei verbali d'udienza per estrarre le contraddizioni che giustificano l'assoluta necessità.
  • —Generazione automatica dei capitoli di prova basata sulla correlazione tra capi d'imputazione e nuove emergenze.
  • —Controllo di coerenza dell'istanza rispetto ai limiti temporali imposti dal codice di procedura penale.

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