Guida pratica
Come redigere la remissione della querela con l'AI
3 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
La remissione della querela rappresenta lo strumento principale per estinguere i reati procedibili a querela di parte, operando come causa di estinzione del reato ex art. 152 c.p. L'atto consiste in una dichiarazione con cui il querelante rinuncia alla pretesa punitiva già azionata.
In sintesi
La remissione della querela ex art. 340 c.p.p. è l'atto con cui il querelante revoca l'istanza di punizione precedentemente presentata. Per essere efficace ai fini dell'estinzione del reato, deve essere incondizionata, intervenire prima di una sentenza definitiva e deve essere accettata, anche tacitamente, dal querelato. Salvo diverso accordo tra le parti, la legge pone le spese del procedimento a carico del remittente, richiedendo una forma precisa per il deposito presso l'autorità giudiziaria.
I passaggi
- 1.
Verifica della procedibilità e dei termini
Il primo passo consiste nell'accertare che il reato sia effettivamente procedibile a querela e che non sia intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato. La remissione può essere processuale (resa in udienza) o extraprocessuale. Nel secondo caso, deve essere redatta per iscritto e presentata personalmente o tramite procuratore speciale. È fondamentale verificare che non si tratti di casi di irrevocabilità della querela, come per alcuni reati contro la libertà sessuale, dove la remissione non è ammessa una volta presentata l'istanza.
- 2.
Identificazione delle parti e del procedimento
L'atto deve contenere i dati anagrafici completi del remittente (il querelante) e del querelato (l'imputato o indagato). È necessario indicare con precisione il numero del procedimento penale (R.G.N.R. o R.G. Dib.) e il reato per cui si procede. Se la remissione riguarda solo alcuni dei reati contestati o solo alcuni dei querelati, ciò deve essere specificato chiaramente per evitare ambiguità sull'estensione dell'effetto estintivo, ricordando che la remissione contro uno dei correi si estende a tutti ex art. 155 c.p.
- 3.
Formulazione della volontà di remissione
Il nucleo dell'atto è la dichiarazione esplicita e incondizionata di rimettere la querela. Non devono essere apposte condizioni o termini, pena la nullità della remissione. Il linguaggio deve essere chiaro: il querelante dichiara di non avere più interesse alla prosecuzione del procedimento penale e di rinunciare a ogni pretesa punitiva. edit.legal aiuta a generare clausole standardizzate che prevengano contestazioni sulla natura 'parziale' o 'condizionata' della dichiarazione, garantendo la conformità ai requisiti dell'art. 340 c.p.p.
- 4.
Regolamento delle spese processuali
In mancanza di diverso accordo inserito nell'atto, le spese del procedimento sono per legge a carico del remittente (art. 340 comma 4 c.p.p.). È prassi comune, specialmente in sede di transazione stragiudiziale, concordare che le spese siano a carico del querelato o compensate. Questa pattuizione deve risultare espressamente dall'atto di remissione o dall'atto di accettazione. In assenza di clausola specifica, l'autorità giudiziaria porrà automaticamente i costi a carico di chi rimette la querela, inclusi eventuali diritti di cancelleria e spese di notifica.
- 5.
Sottoscrizione e deposito dell'atto
La sottoscrizione del remittente deve essere autenticata, a meno che l'atto stesso non venga consegnato personalmente dal querelante davanti al pubblico ufficiale (cancelliere o polizia giudiziaria). Se il deposito avviene tramite avvocato, quest'ultimo deve essere munito di procura speciale che conferisca espressamente il potere di rimettere la querela. L'atto deve poi essere notificato o comunicato al querelato per l'accettazione, che può essere contestuale o successiva, ma è sempre necessaria per produrre l'effetto estintivo del reato.
Base giuridica: Art. 152 c.p.Art. 155 c.p.Art. 340 c.p.p.Art. 339 c.p.p.
Errori da evitare
- Dimenticare di autenticare la firma del querelante quando l'atto è depositato dal difensore.
- Omettere la clausola sull'accordo per le spese, lasciando l'onere economico a carico del cliente remittente.
- Presentare una remissione condizionata al pagamento di una somma, che rende l'atto nullo per la giurisprudenza prevalente.
- Mancanza di una procura speciale specifica per la remissione in capo all'avvocato che sottoscrive l'atto.
Domande frequenti
La remissione della querela può essere revocata?
No, la remissione della querela è un atto irrevocabile. Una volta manifestata validamente la volontà di rimettere la querela, non è possibile tornare sui propri passi e riattivare il procedimento penale per gli stessi fatti.
Cosa succede se il querelato non accetta la remissione?
La remissione non produce effetto se il querelato la ricusa (rifiuta) espressamente o tacitamente. Questo perché l'imputato potrebbe avere interesse a dimostrare la propria innocenza attraverso il processo anziché avvalersi di una causa estintiva.
Qual è la differenza tra rinuncia e remissione della querela?
La rinuncia (rinuncia alla querela) interviene prima che la querela sia stata presentata, impedendo l'esercizio dell'azione penale. La remissione interviene quando la querela è già stata sporta e il procedimento è già pendente.

Cosa automatizza edit.legal
- —Generazione automatica dell'atto di remissione e del verbale di accettazione contestuale.
- —Verifica della presenza della clausola sull'accollo delle spese processuali per evitare costi imprevisti.
- —Predisposizione della procura speciale necessaria per il deposito dell'atto da parte del difensore.
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Prova edit.legal gratisQuesta guida ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato sul caso concreto.