Il caso spiegato
Il Tribunale UE conferma il divieto di consulenza legale stragiudiziale a entità russe
6 min di lettura · Aggiornato a settembre 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
Con una recente pronuncia, il Tribunale dell'Unione Europea ha respinto i ricorsi presentati dall'Ordre des avocats à la cour de Paris e da Julie Couturier, con l'intervento a sostegno di altri ordini forensi europei, confermando la legittimità del divieto di fornire servizi di consulenza giuridica a entità stabilite in Russia. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata nel periodo dei fatti, la decisione segna un confine netto tra l'attività di difesa in giudizio e la consulenza di carattere puramente commerciale, sollevando un acceso dibattito sull'erosione del segreto professionale degli avvocati. Mentre precedenti approfondimenti della nostra rubrica si sono occupati del segreto professionale in ambito fiscale (DAC6), questo caso affronta la tensione tra le sanzioni internazionali e il diritto alla difesa. Attraverso la ricostruzione della vicenda e l'analisi del nostro caso gemello, esploreremo come la giurisprudenza europea distingua il nucleo essenziale della professione forense dalle prestazioni di carattere economico-strategico soggette a restrizioni politiche.

In sintesi
Il Tribunale UE si è pronunciato sulla legittimità della specifica norma che vieta la consulenza legale stragiudiziale a entità russe, validando il divieto per gli avvocati di prestare tale assistenza a persone giuridiche. La Corte distingue tra l'assistenza nei procedimenti giudiziari, che resta protetta dal diritto di difesa e dal segreto professionale, e la consulenza commerciale/societaria, che può essere limitata per motivi di interesse generale e sicurezza internazionale, non costituendo una violazione del nucleo essenziale della professione forense.
Il fatto
La vicenda trae origine dall'adozione, nell'ottobre 2022, dell'ottavo pacchetto di misure restrittive dell'UE in risposta alla crisi ucraina. Tra queste misure figurava il divieto di fornire servizi di consulenza giuridica al governo russo e a società stabilite in Russia. Secondo quanto riportato da testate come Il Sole 24 Ore e Reuters, la reazione dell'avvocatura è stata immediata: l'Ordre des avocats à la cour de Paris e Julie Couturier hanno presentato ricorso di annullamento davanti al Tribunale UE, sostenuti dagli interventi degli Ordini degli avvocati di Lussemburgo, Ginevra e Bruxelles. Allo stadio processuale di primo grado, i ricorrenti hanno sostenuto che tale divieto violasse il segreto professionale, l'indipendenza dell'avvocato e l'accesso alla giustizia garantito dalla Carta dei diritti fondamentali. Il Tribunale dell'Unione Europea ha però confermato la validità della norma impugnata. La sentenza chiarisce che il divieto non è assoluto, poiché esclude espressamente l'assistenza legale legata a procedimenti giudiziari o arbitrali, colpendo solo la cosiddetta consulenza strategica e commerciale slegata da liti pendenti.

Le norme in gioco
Il perno normativo della controversia è il Regolamento (UE) n. 833/2014, come modificato dal Regolamento (UE) 2022/1904, che all'articolo 5 nonies (5n) introduce l'inibizione alla fornitura di servizi di consulenza legale. Tale norma va letta in combinato disposto con gli articoli 7 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che tutelano rispettivamente la riservatezza delle comunicazioni e il diritto a un ricorso effettivo.
- L'articolo 5 nonies (5n) stabilisce il divieto di consulenza a entità russe ma prevede deroghe per scopi umanitari e per l'esercizio del diritto di difesa.
- In ambito nazionale, la violazione di tali sanzioni attiva il D.Lgs. 221/2017, che prevede conseguenze sanzionatorie severe per i professionisti che eludono le misure restrittive dell'Unione.
Cosa dice la giurisprudenza
La giurisprudenza dell'Unione Europea ha consolidato il principio di proporzionalità tra la tutela dei diritti fondamentali e gli obiettivi di politica estera. I giudici hanno chiarito che il segreto professionale non costituisce una prerogativa assoluta, ma può subire limitazioni quando non sia in gioco l'attività difensiva in senso stretto. In particolare, l'orientamento prevalente distingue tra la funzione dell'avvocato quale ausiliario della giustizia e la sua attività di consulente d'affari. Mentre nel primo caso la protezione è massima, nel secondo la consulenza può essere sacrificata a fronte di interessi superiori, quali la sicurezza internazionale o il contrasto ad aggressioni militari, purché la misura sia necessaria e mirata a soggetti specifici, come le persone giuridiche statali o commerciali di un Paese terzo.
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Cosa insegna ai professionisti
- Adottare procedure rigorose di adeguata verifica (due diligence) per identificare la reale sede e il controllo dei clienti russi.
- Documentare in modo puntuale il nesso tra la consulenza prestata e un eventuale procedimento giudiziario al fine di invocare la deroga.
- Distinguere nettamente nelle lettere di incarico e nelle relative parcelle tra assistenza legale difensiva e consulenza d'affari, così da evitare contestazioni da parte delle autorità di vigilanza.
Riferimenti: Regolamento (UE) n. 833/2014Articolo 5 nonies (5n) Regolamento (UE) 833/2014Articolo 47 Carta dei Diritti Fondamentali dell'UED.Lgs. 221/2017
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Domande frequenti
Quali sono le pene per un avvocato che viola il divieto di consulenza alla Russia?
In Italia, ai sensi del D.Lgs. 221/2017, le sanzioni per la violazione dei regolamenti UE sulle misure restrittive possono includere la reclusione fino a 6 anni e multe proporzionate al valore dell'operazione.
Posso assistere un cittadino russo residente in Italia per una causa civile?
Sì, il divieto riguarda specificamente la consulenza stragiudiziale a entità stabilite in Russia e al governo russo; l'assistenza nei procedimenti giudiziari a favore di persone fisiche o giuridiche è generalmente garantita.
Cosa si intende per consulenza stragiudiziale vietata?
Si riferisce ai servizi legali estranei al contenzioso, come la redazione di contratti commerciali, i pareri su fusioni societarie o l'assistenza in operazioni finanziarie e doganali.
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