Ricorso incidentale in Cassazione: termini e presupposti ex art. 371 c.p.c.
Il ricorso incidentale nel giudizio di cassazione è lo strumento processuale mediante il quale la parte contro cui è stato proposto il ricorso principale (o le parti chiamate a integrare il contraddittorio) può, a sua volta, impugnare la medesima sentenza per i capi che la vedono soccombente.
Di seguito si delineano i termini e i presupposti processuali basati sulla normativa e sulla giurisprudenza di legittimità.
1. Inquadramento normativo e presupposti
Il ricorso incidentale deve essere proposto, a pena di decadenza, nello stesso processo 1. La disciplina principale è contenuta nell'art. 371 c.p.c., il quale rinvia, per quanto riguarda il contenuto e le modalità di deposito, alle norme sul ricorso principale 2.
- Sede di proposizione: Il ricorso incidentale deve essere inserito nell'atto di controricorso 3, 4.
- Contenuto: L'atto deve contenere i requisiti prescritti dagli artt. 365 e 366 c.p.c., inclusa l'esposizione sommaria dei fatti e l'indicazione specifica dei motivi di impugnazione 5, 4. In particolare, deve emergere la richiesta, anche implicita, di cassazione della sentenza impugnata 4.
- Unità dell'impugnazione: Ai sensi dell'art. 333 c.p.c., le parti che hanno ricevuto la notifica del ricorso principale hanno l'onere di proporre le proprie doglianze in via incidentale per garantire la concentrazione dei gravami in un unico processo 1, 6.
2. Termini di proposizione
Il termine per la notifica del controricorso contenente il ricorso incidentale è di quaranta giorni dalla notificazione del ricorso principale 2, 3.
Si distinguono due tipologie di ricorso incidentale in base alla tempestività rispetto ai termini ordinari di impugnazione (artt. 325 e 327 c.p.c.):
- Ricorso incidentale tempestivo: è proposto entro 40 giorni dalla notifica del ricorso principale e comunque entro i termini brevi (60 giorni) o lunghi (6 mesi) per impugnare la sentenza 7, 8.
- Ricorso incidentale tardivo (ex art. 334 c.p.c.): può essere proposto anche se per la parte è decorso il termine ordinario o è stata fatta acquiescenza alla sentenza 9. Tuttavia, tale impugnazione segue le sorti del ricorso principale: se quest'ultimo è dichiarato inammissibile o improcedibile, il ricorso incidentale tardivo perde ogni efficacia 9, 10.
3. Orientamenti giurisprudenziali rilevanti
La Corte di Cassazione ha chiarito alcuni profili critici relativi alla forma e alla conversione dell'atto:
- Inefficacia per inammissibilità del principale: Secondo la giurisprudenza consolidata, il ricorso incidentale proposto oltre i termini di cui agli artt. 325 o 327 c.p.c. resta inefficace se il ricorso principale è inammissibile, anche se è stato rispettato il termine di 40 giorni previsto dall'art. 371 c.p.c. 10.
- Conversione del ricorso autonomo: Se una parte propone un ricorso autonomo quando avrebbe dovuto proporre un ricorso incidentale (per essere stata già destinataria di una notifica), l'atto può convertirsi in ricorso incidentale purché sia stato notificato entro il termine di 40 giorni dalla notifica del primo ricorso 6.
- Principio di strumentalità delle forme: Un controricorso può valere come ricorso incidentale se contiene i requisiti minimi di cui all'art. 371 c.p.c. e la richiesta di cassazione della sentenza, a prescindere dal titolo formale dell'atto 4.
4. Conclusione operativa
Per la valida proposizione del ricorso incidentale è necessario:
- Redigere un controricorso rispettando i requisiti di autosufficienza ex art. 366 c.p.c. 5, 4.
- Notificare l'atto al ricorrente principale entro 40 giorni dalla ricezione del primo ricorso 2.
- Depositare l'atto notificato presso la cancelleria della Corte di Cassazione nei venti giorni successivi alla notificazione (secondo il rinvio all'art. 369 c.p.c. operato dall'art. 371 c.p.c.) 2.
- Prestare attenzione alla natura "tardiva" dell'impugnazione se i termini ordinari sono scaduti, poiché la sua sopravvivenza dipenderà dalla ammissibilità del ricorso principale 9, 10.
Se vuoi, posso:
Fonti:
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Il ricorso incidentale nel giudizio di cassazione è lo strumento processuale mediante il quale la parte contro cui è stato proposto il ricorso principale (o le parti chiamate a integrare il contraddittorio) può, a sua volta, impugnare la medesima sentenza per i capi che la vedono soccombente.
Il paragrafo definisce correttamente il ricorso incidentale come strumento per le parti contro cui e proposta impugnazione, coerentemente con l'art. 333 c.p.c.
Di seguito si delineano i termini e i presupposti processuali basati sulla normativa e sulla giurisprudenza di legittimità.(contesto generale)
Si tratta di una frase introduttiva di raccordo che non contiene dati specifici o riferimenti normativi puntuali da verificare.
1. Inquadramento normativo e presupposti Il ricorso incidentale deve essere proposto, a pena di decadenza, nello stesso processo (#cite-source-4). La disciplina principale è contenuta nell'art. 371 c.p.c., il quale rinvia, per quanto riguarda il contenuto e le modalità di deposito, alle norme sul ricorso principale (#cite-source-1).
L'obbligo di proporre l'impugnazione incidentale nello stesso processo a pena di decadenza e confermato dall'art. 333 c.p.c. citato.
Sede di proposizione: Il ricorso incidentale deve essere inserito nell'atto di controricorso (#cite-source-2), (#cite-source-10). Contenuto: L'atto deve contenere i requisiti prescritti dagli artt. 365 e 366 c.p.c., inclusa l'esposizione sommaria dei fatti e l'indicazione specifica dei motivi di impugnazione (#cite-source-7), (#cite-source-10). In particolare, deve emergere la richiesta, anche implicita, di cassazione della sentenza impugnata (#cite-source-10). Unità dell'impugnazione: Ai sensi dell'art. 333 c.p.c., le parti che hanno ricevuto la notifica del ricorso principale hanno l'onere di proporre le proprie doglianze in via incidentale per garantire la concentrazione dei gravami in un unico processo (#cite-source-4), (#cite-source-8).
L'art. 370 c.p.c. conferma che il controricorso e la sede per resistere al ricorso e l'art. 371 disciplina il deposito del ricorso incidentale.
2. Termini di proposizione Il termine per la notifica del controricorso contenente il ricorso incidentale è di quaranta giorni dalla notificazione del ricorso principale (#cite-source-1), (#cite-source-2).
L'art. 371 c.p.c. (come aggiornato dal D.Lgs. 149/2022) stabilisce il termine di quaranta giorni per il deposito del controricorso.
Si distinguono due tipologie di ricorso incidentale in base alla tempestività rispetto ai termini ordinari di impugnazione (artt. 325 e 327 c.p.c.):(contesto generale)
Il paragrafo introduce una distinzione dottrinale e sistematica basata sui termini generali di impugnazione senza citare fonti specifiche.
Ricorso incidentale tempestivo: è proposto entro 40 giorni dalla notifica del ricorso principale e comunque entro i termini brevi (60 giorni) o lunghi (6 mesi) per impugnare la sentenza (#cite-source-5), (#cite-source-6). Ricorso incidentale tardivo (ex art. 334 c.p.c.): può essere proposto anche se per la parte è decorso il termine ordinario o è stata fatta acquiescenza alla sentenza (#cite-source-3). Tuttavia, tale impugnazione segue le sorti del ricorso principale: se quest'ultimo è dichiarato inammissibile o improcedibile, il ricorso incidentale tardivo perde ogni efficacia (#cite-source-3), (#cite-source-9).
L'art. 334 c.p.c. disciplina espressamente le impugnazioni incidentali tardive per chi ha fatto acquiescenza o ha i termini decorsi.
3. Orientamenti giurisprudenziali rilevanti La Corte di Cassazione ha chiarito alcuni profili critici relativi alla forma e alla conversione dell'atto:(contesto generale)
Frase di transizione che introduce gli orientamenti giurisprudenziali senza affermazioni di fatto specifiche.
Inefficacia per inammissibilità del principale: Secondo la giurisprudenza consolidata, il ricorso incidentale proposto oltre i termini di cui agli artt. 325 o 327 c.p.c. resta inefficace se il ricorso principale è inammissibile, anche se è stato rispettato il termine di 40 giorni previsto dall'art. 371 c.p.c. (#cite-source-9). Conversione del ricorso autonomo: Se una parte propone un ricorso autonomo quando avrebbe dovuto proporre un ricorso incidentale (per essere stata già destinataria di una notifica), l'atto può convertirsi in ricorso incidentale purché sia stato notificato entro il termine di 40 giorni dalla notifica del primo ricorso (#cite-source-8). Principio di strumentalità delle forme: Un controricorso può valere come ricorso incidentale se contiene i requisiti minimi di cui all'art. 371 c.p.c. e la richiesta di cassazione della sentenza, a prescindere dal titolo formale dell'atto (#cite-source-10).
L'art. 334 c.p.c. prevede esplicitamente che se l'impugnazione principale e inammissibile, l'incidentale tardiva perde efficacia.
4. Conclusione operativa Per la valida proposizione del ricorso incidentale è necessario: 1. Redigere un controricorso rispettando i requisiti di autosufficienza ex art. 366 c.p.c. (#cite-source-7), (#cite-source-10). 2. Notificare l'atto al ricorrente principale entro 40 giorni dalla ricezione del primo ricorso (#cite-source-1). 3. Depositare l'atto notificato presso la cancelleria della Corte di Cassazione nei venti giorni successivi alla notificazione (secondo il rinvio all'art. 369 c.p.c. operato dall'art. 371 c.p.c.) (#cite-source-1). 4. Prestare attenzione alla natura "tardiva" dell'impugnazione se i termini ordinari sono scaduti, poiché la sua sopravvivenza dipenderà dalla ammissibilità del ricorso principale (#cite-source-3), (#cite-source-9).
La sintesi operativa riflette correttamente i termini di 40 giorni e i richiami normativi agli artt. 366 e 371 c.p.c. presenti nelle fonti.
Riservato ad avvocati, magistrati e notai con iscrizione verificata.
