Scorporo della fattura dell’avvocato: dal netto al compenso
In regime ordinario, con un cliente sostituto d’imposta, per incassare 1.000 euro netti serve un compenso di 813,59 euro: la fattura totale è di 1.187,13 euro e il cliente trattiene 187,13 euro di ritenuta (art. 25 D.P.R. 600/1973).
I dati del calcolo
Precompilato con un esempio: cambia i valori.
Casi frequenti
Risultato
- Totale fattura
- 1187,13 €
- Ritenuta
- 187,13 €
- Netto a pagare
- 1000,00 €
Nota spese
Regime ordinario| Compenso | 813,59 € |
| Spese generali 15%su 813,59 € | 122,04 € |
| Contributo integrativo CPA 4%su 935,63 € | 37,43 € |
| IVA 22%su 973,06 € | 214,07 € |
| Totale fattura | 1187,13 € |
| Ritenuta d’acconto 20%su 935,63 € | - 187,13 € |
| Netto a pagare | 1000,00 € |
- L’IVA è calcolata anche sulla CPA, come fanno la prassi e le istruzioni del Modello 5 della Cassa Forense. Il testo dell’art. 11 L. 576/1980 dice invece che il contributo integrativo «non è soggetto all’IRPEF né all’IVA». Le due letture portano a un’IVA diversa: verifica quella che adotti.
Strumento indicativo: verifica sempre termini e tassi applicabili al caso concreto.
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Apri nella chatCome si calcola
- 1.
Lo scorporo parte dall’importo che vuoi ottenere, il netto a pagare dopo la ritenuta o il totale della fattura, e cerca il compenso che lo produce, al centesimo. Il calcolo usa le stesse regole della fattura in avanti; quando gli arrotondamenti non permettono di centrare l’importo, è indicata la differenza di qualche centesimo.
- 2.
Al compenso si aggiungono le spese generali, un rimborso forfettario pari al 15% del compenso, dovuto in ogni caso e anche quando il compenso è pattuito (art. 2 D.M. 55/2014, comma 2). Dal 23 ottobre 2022, il D.M. 147/2022 ha eliminato le parole «di regola» che precedevano la misura del 15%.
- 3.
Il contributo integrativo per la Cassa Forense (CPA) è una maggiorazione del 4% su tutti i corrispettivi che rientrano nel volume d’affari IVA, cioè compenso e spese generali, e si addebita al cliente (art. 11 L. 576/1980, che fissava il 2%; la misura del 4% è stabilita dal Regolamento unico della previdenza forense). È dovuto anche in regime forfettario.
- 4.
In regime ordinario, l’IVA al 22% (art. 16 D.P.R. 633/1972) si calcola su compenso, spese generali e CPA: la Cassa Forense, nelle istruzioni del Modello 5, tratta il contributo integrativo come importo già assoggettato a IVA. È la prassi seguita qui, ma il testo dell’art. 11 L. 576/1980 dice che il contributo integrativo «non è soggetto all’IRPEF né all’IVA».
- 5.
Se il cliente è un sostituto d’imposta (impresa, professionista, ente o condominio, art. 23 D.P.R. 600/1973), trattiene la ritenuta d’acconto del 20% su compenso e spese generali, non su CPA, IVA e spese esenti (art. 25 D.P.R. 600/1973), e ti paga il netto. I clienti in regime forfettario non operano la ritenuta (art. 1 L. 190/2014, comma 69).
- 6.
In regime forfettario non addebiti l’IVA (art. 1 L. 190/2014, comma 58, lett. a) e i compensi non subiscono la ritenuta, se rilasci al cliente la dichiarazione che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva (comma 67). Spese generali e CPA restano.
- 7.
Dal 1° gennaio 2027, le norme fiscali citate (IVA, ritenuta, regime forfettario, imposta di bollo) passano nei nuovi testi unici e i commi 58, 67 e 69 dell’art. 1 L. 190/2014 sono abrogati dal D.Lgs. 117/2026: le misure usate nel calcolo restano le stesse, ma per le fatture da quella data verifica i riferimenti in vigore.
Domande frequenti
Che compenso serve per un totale di 1.000 euro a un privato?
685,34 euro: con 102,80 euro di spese generali, 31,53 euro di CPA e 180,33 euro di IVA la fattura arriva a 1.000 euro esatti. Il privato non trattiene la ritenuta.
Netto a pagare o totale fattura: quale scegliere?
Il totale è quanto il cliente deve in base alla fattura. Il netto a pagare è quanto ti versa davvero un cliente sostituto d’imposta, cioè il totale meno la ritenuta del 20% su compenso e spese generali. Con un privato o in regime forfettario i due importi coincidono.
Perché a volte resta un centesimo di differenza?
Perché ogni voce della fattura si arrotonda al centesimo: tra due compensi consecutivi il totale può saltare di due centesimi. In quel caso il calcolo sceglie il compenso più vicino e indica la differenza.
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