Il caso spiegato

Tutela del paesaggio in Alto Adige: la parola alla Consulta

6 min di lettura · Aggiornato a luglio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

La gestione dei cosiddetti «insiemi paesaggistici» in Alto Adige torna al centro di un inteso contenzioso costituzionale. Lo sviluppo recente segna un punto di svolta nel delicato equilibrio tra le competenze urbanistiche locali e la tutela ambientale di livello nazionale, portando sotto il vaglio della Consulta la Legge Provinciale n. 9/2018. La questione verte sul potere decisionale attribuito ai Comuni in merito a beni di valore storico ed estetico, sollevando dubbi di costituzionalità sulle procedure che prescindono dal controllo statale e provinciale. L'articolo ricostruisce la vicenda normativa e giurisprudenziale, concludendo con un caso gemello didattico volto a illustrare i rischi di una pianificazione urbanistica priva di coordinamento sovracomunale.

Tutela del paesaggio in Alto Adige: la parola alla Consulta

In sintesi

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale sull'art. 48 della Legge Provinciale n. 9/2018. Al centro della vicenda vi è l'autonomia dei Comuni nell'approvare varianti urbanistiche relative agli insiemi paesaggistici in assenza di pareri vincolanti degli organi sovraordinati. Il contrasto tra lo Statuto Speciale e l'art. 117 della Costituzione pone a rischio la tenuta di numerosi atti amministrativi locali. L'articolo analizza le norme applicabili, gli orientamenti della Consulta e le implicazioni operative per i professionisti del settore.

  1. Il fatto

    Secondo quanto riportato da testate di settore e di cronaca locale, quali Italia Oggi, Alto Adige e Salto.bz, la vicenda trae origine dall'ordinanza di rimessione emessa dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TRGA) di Bolzano.

    Il collegio giudicante ha sospeso il processo amministrativo per sottoporre all'esame della Corte Costituzionale l'articolo 48, comma 3, della Legge Provinciale n. 9/2018. La disposizione censurata attribuisce ai Consigli Comunali la facoltà di modificare gli insiemi paesaggistici (nuclei urbani o rurali di particolare pregio storico-culturale) mediante varianti al piano comunale, senza richiedere il parere vincolante della Giunta Provinciale né il coinvolgimento delle autorità statali.

    Il procedimento pende attualmente in fase di rinvio pregiudiziale di costituzionalità, circostanza che determina la sospensione dei giudizi e incide sull'efficacia dei procedimenti amministrativi connessi, in attesa della pronuncia della Consulta.

  2. Le norme in gioco

    Il quadro normativo fa perno sull'art. 48 della Legge Provinciale di Bolzano n. 9/2018, che delega ai Comuni la disciplina degli insiemi paesaggistici. Tale previsione deve essere vagliata alla luce dell'art. 8, n. 6, dello Statuto Speciale (D.P.R. n. 670/1972), che riserva alla Provincia la competenza legislativa primaria in materia di tutela del paesaggio.

    Sul piano nazionale, l'art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Contestualmente, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004) sancisce il principio della copianificazione obbligatoria tra Stato e autonomie locali, al fine di garantire standard minimi e uniformi di protezione su tutto il territorio nazionale.

  3. Cosa dice la giurisprudenza

    La giurisprudenza costituzionale e amministrativa ha a più riprese riaffermato che la tutela del paesaggio costituisce un valore costituzionale primario e prevalente. Gli orientamenti consolidati chiariscono che, sebbene le Province Autonome godano di un'ampia potestà legislativa, le norme locali non possono in alcun caso derogare in peius ai livelli di tutela stabiliti dalla legislazione statale.

    In molteplici occasioni, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di disposizioni regionali o provinciali volte a semplificare l'iter autorizzatorio in aree soggette a vincolo. La giurisprudenza amministrativa ha confermato che la tutela degli «insiemi» richiede una valutazione tecnica specialistica, la quale non può essere assorbita o sostituita dalle discretionary valutazioni di natura politica dei consigli comunali.

  4. Analisi redatta e verificata con edit.legal

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  5. Cosa insegna ai professionisti

    In primo luogo, occorre evitare di fare affidamento esclusivo sulla normativa di settore locale, verificandone sempre la compatibilità con i principi trasversali stabiliti dalla legislazione statale.

    In secondo luogo, nell'ipotesi di varianti urbanistiche prive di pareri dell'autorità di tutela, è opportuno eccepire tempestivamente il difetto di competenza e la violazione della legge di principio per sollecitare il vaglio di costituzionalità.

    In terzo luogo, nell'assistenza agli operatori privati, è consigliabile promuovere l'acquisizione preventiva di pareri tecnici intesi e concordati con le Soprintendenze e gli organi provinciali, al fine di blindare il provvedimento autorizzatorio contro eventuali ricorsi giurisdizionali dei controinteressati.

Riferimenti: Articolo 117 Costituzione ItalianaArticolo 8 Statuto Speciale Trentino-Alto Adige (D.P.R. 670/1972)Legge Provinciale Bolzano 10 luglio 2018, n. 9D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio)

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAMContenuto redatto con il supporto dell'AI e sottoposto a verifica redazionale sulle fonti. Nonostante i controlli, possono residuare imprecisioni: segnalazioni e richieste di rettifica sono benvenute. Segnala una rettifica

Domande frequenti

Quali sono le conseguenze sui permessi di costruire già rilasciati in caso di dichiarazione di incostituzionalità?

La dichiarazione di incostituzionalità opera retroattivamente sui rapporti giuridici non ancora esauriti (ossia non definiti da sentenza passata in giudicato o da decadenza), determinando l'invalidità derivata e il possibile annullamento dei titoli edilizi rilasciati sulla base della norma illegittima.

Qual è la linea di demarcazione tra materia urbanistica e tutela del paesaggio?

L'urbanistica disciplina l'uso e la trasformazione del territorio ed è materia di competenza concorrente o primaria degli enti territoriali; la tutela del paesaggio mira invece alla conservazione dei valori estetici, morali e culturali dell'ambiente, materia in cui lo Stato detiene la competenza esclusiva nel fissare i livelli minimi e uniformi di protezione.

Un privato cittadino può adire direttamente la Corte Costituzionale?

No, nell'ordinamento italiano non è ammesso il ricorso diretto del cittadino alla Consulta. La questione di legittimità costituzionale può essere sollevata soltanto in via incidentale da un giudice (ordinario o amministrativo, come il TRGA) nel corso di un processo, ove la ritenga rilevante e non manifestamente infondata.

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